Mama Africa

MAMA AFRICA

Mama Africa è un progetto rivoluzionario, biologico e sostenibile che nasce nel cuore dell’Africa.

La scintilla è scoccata in Burundi, un piccolo produttore di caffè. È uno dei paesi più poveri del mondo, il caffè è una delle poche fonti di sostentamento e rappresenta l’80 per cento del Pil del Paese. Il Burundi oggi produce solo caffè lavati, nell’area di Kayanza abbiamo creato insieme a Shamba un centro sperimentale denominato Kawasili.

In questo centro di analisi e controllo, di raccolta, ma soprattutto di relazione quotidiana con gli agricoltori, si apporta conoscenza e formazione agricola con lo scopo di ottenere delle importanti quattro rivoluzioni

La prima rivoluzione è quella di lavorare un caffè del Burundi con il metodo naturale, un prodotto che oggi sul mercato non esiste. La seconda rivoluzione è quella di sensibilizzare ed aiutare direttamente gli agricoltori ad unirsi in cooperative organizzate. Questo sistema di condivisione tipico delle comunità dell’America Latina non è diffuso o per nulla conosciuto in Africa, dove il piccolo agricoltore svende ancora il proprio raccolto, spesso ottenuto in modo primitivo, al primo commerciante che passa.

La terza sarà quella di aiutarli nella certificazione biologica. Quasi tutti i piccoli produttori in Burundi non fertilizzano e non utilizzano antiparassitari. Per questo sono già quasi tutti dei produttori di biologico ma non sanno di esserlo e non sanno che il loro prodotto può avere più valore. Kawasili si occuperà di certificarli. La quarta rivoluzione sarà nel pagamento: troppo spesso, una volta che gli uomini burundesi incassano il denaro dalla vendita dei loro prodotti agricoli si recano in città e sperperano la maggior parte dei proventi. Per tentare di intervenire su questo problema si agisce in modo nuovo ma già sperimentato e funzionante. Prima dell’accordo si interpella la famiglia intera, alla presenza del padre ma anche dei figli e soprattutto della madre. La famiglia viene informata che portando il loro caffè a Kawasili, otterranno una migliore remunerazione ed altri importanti vantaggi. L’uomo deve promettere di fronte a testimoni di essere disposto ad accettare che sia la moglie ad incassare la somma dovuta o che comunque sia messa a conoscenza sulla cifra che spetta alla famiglia nel momento in cui Kawasili li pagherà, deve essere d’accordo che la moglie partecipi con lui al momento del pagamento. Questo metodo è stato formalizzato insieme ad Avsi, un’organizzazione no profit che realizza progetti umanitari e di sviluppo.

Crediamo che le comunità più ricche e coscienti come quella europea, possano e debbano agire direttamente sui territori meno sviluppati apportando sostegno soprattutto agricolo e reimpostando il vecchio criterio del devolvere per trasformarlo nel principio di apportare. E sostenere e partecipare in modo diretto con una presenza reale, una presenza innanzitutto fisica, offrendo conoscenza, esperienza, metodo e supporto tecnico. Questa azione partecipativa può contribuire ad un importante cambiamento. Può far crescere un’evoluzione che conduce al miglioramento delle prospettive di vita in loco. Questo miglioramento può produrre una riduzione delle percentuali di migrazione contrastando lo spopolamento delle campagne e tutelare l’appartenenza al luogo d’origine. Crediamo che questa appartenenza possa essere una ricchezza culturale e, in futuro, anche economica.

Pascucci con la sua presenza diretta monitorerà i cambiamenti e le evoluzioni del prodotto, rafforzando l’interazione ed il rapporto diretto con gli agricoltori. Questa interazione aumenta le loro capacità produttive e di crescita sociale e nel contempo consente a Pascucci di ottenere un prodotto qualitativo sempre più pregiato, un caffè secondo le nostre esigenze, certificato, naturale, dal valore più elevato.