L’impegno di Pascucci contro lo sfruttamento dei lavoratori del caffè

L’articolo 32 della convenzione ONU sui diritti dell’infanzia dichiara che:

“Gli Stati devono riconoscere il diritto di ogni bambino ad essere protetto contro lo sfruttamento economico e a non essere costretto ad alcun lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di porre a repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale”.

Tuttavia, l’Organizzazione Mondiale del Lavoro afferma che nel mondo 250 milioni di bambini al di sotto dei 14 anni sono costretti a lavorare. Il numero dichiarato non è esatto poichè non è cosi semplice ottenere informazioni certe sul lavoro minorile in quanto non ci sono statistiche complete e nella stragrande maggioranza dei casi coloro che sono al potere e i datori di lavoro si rifiutano di ammetterne l’esistenza.

Lo sfruttamento minorile ha una doppia faccia, vale a dire che è nello stesso tempo causa e conseguenza della povertà. In altre parole, il lavoro minorile si sviluppa dal momento in cui la gente si trova da sola ad affrontare la propria povertà.

Senza quella solidarietà sociale che consente di soddisfare almeno i bisogni primari, senza scuola e sanità gratuita, le famiglie sono costrette a chiedere a tutti i componenti, senza escludere i più piccoli, di rimboccarsi le maniche per la loro sopravvivenza. Si sa che in natura i grandi si cibano spietatamente dei più piccoli.

Però, Platone vede le cose in un altro modo dicendo: “Io non preferirei né l’uno né l’altro; ma, se fosse necessario o commettere ingiustizia o subirla, sceglierei il subire ingiustizia piuttosto che il commetterla”. Attivandosi su questa filosofia, persone di buona volontà sviluppano strategie che permettono ai più deboli di uscire dal circolo vizioso della fame senza essere sfruttati dagli opportunisti.

Per esempio, il commercio equo e solidale è un sistema creato per offrire una giusta retribuzione ai lavoratori produttori permettendogli di garantire ai propri figli una crescita economico/culturale. Però, non bisogna mai dimenticare che ”solo insieme possiamo raggiungere ciò che ciascuno di noi cerca di raggiungere”.

Di fronte a questa sfida, la torrefazione Pascucci ha scelto di non rimanere indifferente impegnandosi ad acquistare, aiutandole, da cooperative che rifiutano fermamente lo sfruttamento dei minori e dei lavoratori in generale.

Le cooperative prescelte in Guatemala sono “San Francisco de Asis” di La Union e “Nuova Esperanza” di El Bosque.

La cooperativa “San Francisco de Asis” nasce nel 2011 a La Union coi seguenti obbiettivi dichiarati:

– essere una cooperativa che cerca di migliorare il tenore di vita dei suoi membri, collaboratori, delle famiglie e che promuove lo sviluppo della loro comunità.

– diventare un modello per altri gruppi organizzati di contadini che vogliono migliorare la propria condizione di vita preservando l’ambiente, aumentando la consapevolezza, la giustizia sociale, la solidarietà e la coerenza etica.

La cooperativa “Nuova Esperanza” di El Bosque ha contribuito alla costruzione di una nuova scuola media, alla nascita di un nuovo ambulatorio, alla realizzazione di una biblioteca pubblica, ha fornito sostegno alle due scuole elementari oltre ad essere con la propria sede un luogo di lavoro comunitario ma anche luogo di incontro e di partecipazione alla vita sociale della comunità.

Seguiamo direttamente entrambe le cooperative da diversi anni per assicurarci che i lavoratori siano adeguatamente remunerati e non ci siano episodi di sfruttamento.

Caffè Pascucci è da sempre in prima linea nell’impegno per una maggiore giustizia sociale e vigila continuamente affinchè ciò che vende non sia frutto di ingiustizie.