Commercio equo solidale: cosa significa e come lo realizziamo concretamente

Le profonde differenze economiche e le ingiustizie sociali rappresentano la linfa che alimenta i conflitti armati tra le persone del pianeta. Secondo Edward R. Stettinius, ex segretario di Stato Americano: La battaglia per la pace deve essere combattuta su due fronti. Il primo è quello della sicurezza, dove vittoria è sinonimo di libertà dalla paura. Il secondo è il fronte economico e sociale, dove vittoria significa libertà dalla povertà. Solo la vittoria su entrambi i fronti può assicurare al mondo una pace duratura”. È alla luce di riflessioni come questa che si sviluppa il pensiero del commercio Equo e Solidale. Se la vittoria consiste nella libertà dalla povertà, allora è necessario creare un sistema che fornisca ai paesi poveri la possibilità di uscire autonomamente da situazioni di indigenza, senza dover aspettare aiuti esterni. Aiuti che possono anche soddisfare, per un breve lasso di tempo, le necessità primarie delle popolazioni disagiate, ma creano un meccanismo di dipendenza distruggendo gli stimoli indispensabili per creare iniziative di produzioni locali. Attivandosi su questa filosofia, persone di buona volontà permettono la nascita di un nuovo modello commerciale. Il commercio Equo e Solidale, a differenza di quello tradizionale, che ha causato forti squilibri nella distribuzione della ricchezza, vuole offrire un riconoscimento giusto ai produttori, i quali, con questo meccanismo, possono coltivare prodotti o produrre beni destinati all’esportazione oltre che al mercato interno, assicurando ai propri figli un’istruzione migliore e costruendo pian piano una crescita economico/culturale. Da sottolineare che le opportunità offerte alle persone delle nazioni povere affinché anch’esse abbiano una vita migliore, non si traduce in una diminuzione di benessere di quelle delle nazioni ricche. Anzi, abbattere le barriere contribuisce all’aumento della sicurezza di tutti, per un mondo più unito e produttivo. Seguendo questa logica, nel 1980, su iniziativa del sacerdote Eliseo Yanez, è stata creata in Guatemala la Cooperativa “San Francisco de Asis”, riunendo gli agricoltori provenienti da varie comunità nel comune di La Union allo scopo di promuovere tecnologie alternative, come rotazioni e consociazioni delle colture, senza dimenticare l’allevamento del bestiame, atto a migliorare i redditi e la dieta delle famiglie coinvolte. Attualmente sono 160 le famiglie che lavorano nelle piantagioni di caffè. Nel corso dell’anno 1993 sono state eseguite alcune prove di coltivazione di caffè biologico, fino al 1997, quando il prodotto è stato certificato secondo le norme USDA, NOP e CEE. Oggi la Cooperativa “San Francisco de Asis” ci fornisce un eccellente caffè biologico. Caratteristiche organolettiche: è un caffè dal profumo intenso e di marcata dolcezza, una raffinata armonia di aromi, tra i quali si impongono le note di cioccolato, caramello e miele leggermente agrumato.

Caratteristiche dell’organizzazione: Caratteristiche del caffè:
Organizzazione: Cooperativa Integral Agricola “San Francisco de Asis” 
Numero di soci: 160  
Estensione totale del terreno: 210 Ettari 
Produzione: 2350 quintali 
Città:  La Unión 
Regione:  Zacapa 
Paese: Guatemala 
Altitudine: 931 m s.l.m. 
Certificazione: Biologico, Fairtrade 
Metodo di raccolta: Hand Picking 
Varietà: Catimor, Catuai, Aravigo, Caturra 
Processo: Fully washed, sun dried